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LA TORRE NELLA BIBBIA : la GENESI ed il LIBRO DEI GIUBILEI ; LA PUNZIONE DIVINA

All'epoca della costruzione della 'Torre' la Bibbia fa corrispondere il periodo della dispersione degli uomini sulla Terra: in particolare nella Genesi, cap 11, versi 1-9, ma anche nel libro (apocrifo) dei Giubilei.
Riportiamo i versetti:

GENESI:
Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole.
Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.
Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra".
Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.
Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro".
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.
Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

GIUBILEI CAP X VERSI 18-26:

'E la costruirono per quaranta anni e, per tre anni, stettero a costruir mattoni ognuno della fronte (= larghezza') di tre, dello interno (= profondità, lunghezza') di dieci e della altezza di tre. Ed essa si innalzò per 5433 cubiti, due spanne e quindici me'eraf. E ci disse il Signore, nostro Dio: "Ecco, erano un sol popolo. Hanno cominciato a lavorare ed ora nessuno di loro la finirà. Venite! Scendiamo e confondiamo le loro lingue: l'uno non comprenderà la parola dell'altro e sian dispersi fra i paesi e i popoli e non vi sia più, così, fra di loro, un solo modo di intendersi, fino al giorno del giudizio". E il Signore discese, e noi con Lui, per vedere la città e la torre che i figli degli uomini avevano costruito. Ed (Egli) confuse tutte le parole dei loro linguaggi e l'uno non intese più le parole dell'altro e interruppero, allora, la costruzione della città e della torre. E, perciò, tutta la terra di Senaor fu chiamata Babele poiché colà il Signore disgregò tutti i linguaggi dei figli degli uomini e di là furono dispersi in tutti i loro paesi, ognuno secondo il proprio linguaggio e la propria nazione. E il Signore mandò un gran vento sulla torre e la abbatté' a terra ed ecco, (là), quella torre, fra la terra di Assur e di Babilonia, nella terra di Sinaar e si chiama Deqat'.


In questi due testi vediamo spiegata l'origine- a livello mitologico- delle nazioni, del loro linguaggio, oltre che della città Babilonia.
Inoltre è presente il tema della competizione tra Dio  e gli uomini, ed il disprezzo divino per l'orgoglio e la superbia umana: gli uomini volevano costruire un edificio che li innalzasse fino al cielo e quindi fino a Dio.
Alcuni potrebbero pensare che si tratti di un gesto incomprensibile poiché ogni religione anela al ricongiungimento dell'uomo con Dio (re-ligio). In questo caso invece, il divino è contrario a questo 'innalzarsi'. Evidentemente la scalata al Cielo va intesa esclusivamente come spirituale e non deve coinvolgere le cose terrene.
Babele, come simbolo di Babilonia è considerata nella Bibbia come la negatività per antonomasia. Ma come mai questa avversione'

Dobbiamo innanzitutto considerare che coloro che si insediarono nella terra del Sinaar (o Scinar) erano discendenti di Caino, pertanto generazione già maledetta: figlio di Adamo, il primo uomo, Caino uccise il fratello Abele per gelosia; è considerato il primo assassino secondo la Bibbia. Dio non lo uccise ma egli  fu allontanato e si diresse con sua moglie ad oriente dell'Eden.
Il nome della terra stessa Sinaar significa: 'che rigetta', probabilmente troppo vicina all'Eden dove fu commesso il peccato originale, o comunque terra di peccato.
Di conseguenza non era già in partenza il luogo giusto per fermarsi e costruire una città.
Anche il fatto di cuocere i mattoni ed unirli col bitume era considerato alquanto sconveniente, poiché secondo la legge divina, i templi andavano costruiti con pietre vive, addirittura non tagliate dall'uomo,cosi come pietre vive dovevano essere i credenti: "...e se mi fai un altare di pietra, non lo costruire di pietre tagliate; perché, se tu alzassi su di esse lo scalpello, tu le contamineresti" (Esodo 20:25).

Cuocere i mattoni significava invece renderli come 'morti' pertanto la caratteristica si rifletteva negativamente sugli uomini.
Unire infine il fango con il bitume era davvero un affronto a Dio:
Il fango tra l'altro ricorda lo 'sporco', ed il bitume è di colore nero e deriva dalla alterazione- maleodorante -di residui naturali. E'contrapposto alla calce, abitualmente usata per unire le pietre di un luogo sacro. Essa è di colore bianco, simbolo della purezza; veniva cotta in speciali forni e unita all'acqua che la rendeva 'spenta' cioè simbolicamente priva di 'calori', cosi come l'umanità doveva essere priva dei 'bollori della carne'.
L'avversione per Babilonia è visibile anche nell'Apocalisse,dove la città viene considerata come il luogo delle perversioni e del diabolico.
Insomma,  fuori di metafora, il significato del racconto della Torre di Babilonia è questo:
l'anima degli uomini va riscaldata solo nel 'forno speciale' dello Spirito Santo e si unisce all'acqua, simbolo della parola di Dio ed anche della purificazione, infatti allontana l'esuberanza e gli istinti.
carnali.